Più di 100 professori e ricercatori scrivono alle università italiane: servono mense più sostenibili

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, pubblichiamo la nostra lettera aperta firmata da 110 docenti e ricercatori indirizzata alle università italiane che chiede una mensa più sana e sostenibile per l’ambiente.

Sono più di 100 i professori e i ricercatori di 26 università italiane che hanno aderito alla nostra lettera aperta con cui si chiede di sostenere la richiesta di oltre 8000 studentesse e studenti italiani per mense universitarie più sostenibili. Il ruolo delle mense universitarie in questo è cruciale: con un bacino potenziale pari a 1,8 milioni di iscritti negli atenei italiani, il pranzo in mensa rappresenta un’opportunità di intervento senza paragoni per migliorare la salute pubblicafrenare la crisi climatica ed educare alla corretta alimentazione.

Nella lettera si chiede di intraprendere un percorso di transizione nelle mense universitarie con l’obiettivo di rendere il 50% dei menù vegetali, in linea con l’approccio One Health. L’iniziativa è collegata alla nostra campagna Mense per il Clima, che a ottobre ha lanciato una petizione per chiedere menù più vegetali negli atenei italiani per frenare la crisi climatica.

I nostri interventi all’Università di Firenze

Nel 2022 abbiamo collaborato con l’Università di Firenze per promuovere l’alimentazione a basso impatto ambientale, creando un menù vegetale per una serata di sperimentazione presso la mensa di Novoli. Servire cibo vegetale a 250 persone ha comportato un risparmio di 439 Kg di CO2eq rispetto al menù tradizionale, con un calo di emissioni del 75% di gas serra

Esperienza simile che è stata ripetuta proprio questa settimana, in occasione della Green Week dell’Università di Firenze in vista della Giornata della Terra, con una cena 100% vegetale servita la sera del 19 aprile a 450 persone. Anche in questo caso la scelta di un menù a base vegetale ha comportato un risparmio del 60% di CO2eq rispetto al menù originale e del 20% di acqua, pari a 2591 km in auto (Firenze-Berlino andata e ritorno in macchina) e acqua da bere per un anno per 133 persone

Queste iniziative dimostrano come un’alimentazione più sostenibile abbia vantaggi per la salute e per l’ambiente, oltre che sulla sostenibilità generale del sistema alimentare.

L’alimentazione vegetale è nettamente più sostenibile

Secondo gli studi scientifici, la produzione di proteine animali sfrutta l’83% delle terre agricole globali, fornendo solo il 18% del fabbisogno calorico e il 37% del fabbisogno proteico, e al tempo stesso, il settore zootecnico è responsabile all’incirca del 15% delle emissioni di gas climalteranti, di un consumo significativo delle risorse idriche (che comporta una situazione critica anche a livello nazionale, mettendo in relazione la siccità e l’acqua necessaria per irrigare i campi coltivati a mangime), della generazione di particolato atmosferico, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento di terreni e acque di falda con nitrati e metalli pesanti.

Se i Paesi più ricchi come l’Italia riducessero il loro consumo di carne almeno della metà, il settore agricolo diminuirebbe le proprie emissioni del 61% e meno terra verrebbe utilizzata per coltivare soia e altri mangimi. Un’area più grande di tutta l’Unione Europea potrebbe ritornare al suo stato naturale, con piante selvatiche e alberi in grado di catturare almeno 100 miliardi di tonnellate di CO2 dall’atmosfera entro il 2100.

Le università devono fare la loro parte

Effettuando una transizione verso sistemi alimentari giusti e sostenibili, con menù a base vegetale, le università italiane e gli enti a essa collegati non solo assicureranno un futuro ai loro studenti, ma potranno anche fare la loro parte per garantirlo al resto dell’umanità, degli animali e del pianeta. Esempi come Berlino, Cambridge, Goldsmith e University of London, dove si stanno già sperimentando nuovi menù a minore impatto ambientale, indicano una chiara via da seguire. In Italia, sono le mense gestite dall’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario
della Toscana ad avere iniziato un cambiamento. Con questa lettera abbiamo voluto mostrare che non sono solo gli studenti a chiedere attenzione per l’ambiente nei menù della mensa e che è ora di attivarsi, e noi saremo pronti ad accompagnare e supportare tutti gli atenei interessati a rendere la propria ristorazione sempre più sostenibile.


Valentina Taglietti

Food Policy Specialist

Laureata in Biologia applicata alle Scienze della Nutrizione, si occupa di divulgazione ed educazione alimentare. Coordina il progetto MenoPerPiù, nel quale gestisce i rapporti istituzionali e con le aziende, lo sviluppo dei progetti e la comunicazione digitale.