Archivio giorno: 5 Maggio 2020

Meno 20% di carne nelle mense pubbliche del Regno Unito

Le mense pubbliche della Gran Bretagna, che servono miliardi di pasti all’anno tra scuole, università e ospedali, hanno preso l’impegno di diminuire del 20% la carne presente nei loro menu.

La ristorazione collettiva del settore pubblico fornisce il pranzo a sedici milioni di persone, pari a un quarto della popolazione del Regno Unito. L’obiettivo dell’operazione è duplice: da un lato si punta a ridurre l’impatto ambientale e dall’altro a migliorare il profilo nutrizionale dei cibi serviti. Una mossa senza precedenti, commentano gli esperti del settore.

Gli abitanti delle nazioni più ricche, come l’Italia e il Regno Unito, consumano più carne di quanto sia considerato sano e raccomandabile secondo le indicazioni dell’OMS. Studi scientifici hanno inoltre mostrato che il consumo di carne va ridotto per contrastare l’emergenza climatica e le altre crisi ambientali, come l’inquinamento idrico derivato dagli allevamenti intensivi.

La riduzione delle emissioni di gas serra può contrastare il cambiamento climatico e i benefici in termini di salute possono alleggerire il sistema sanitario nazionale

A Gennaio i consulenti del governo britannico deputati al cambiamento climatico hanno raccomandato una riduzione del 20% nei consumi di carne, nonostante gli studi internazionali avessero suggerito una diminuzione almeno del 90%.

La risposta del settore

L’impegno #20percentlessmeat è stato ufficialmente presentato nel numero di aprile della rivista Public Sector Catering.

Questa è una mossa coraggiosa, perché non è la conseguenza di un’imposizione dall’alto. Sarebbe stato molto più semplice, per le aziende di ristorazione collettiva, rilassarsi e aspettare fino a un ordine governativo che le obbligasse all’azione. Il 20% in meno vuol dire eliminare 9 milioni di kg di carne dai piatti ogni anno, pari a 45.000 mucche o 16 milioni di polli.

David Foad, caporedattore della rivista

Le associazioni di settore hanno accolto l’iniziativa con entusiasmo. Secondo i pareri raccolti dal Guardian, già da tempo i consumatori sono indirizzati verso una dieta a base vegetale e la richiesta di piatti senza carne è sempre in aumento.

Le scuole e le università sono già un passo avanti, tra giornate meat-free e opzioni vegetariane e 100% vegetali sempre più presenti nei menu. La vera sfida saranno le case di riposo: la presidente della National Association of Care Catering , Sue Cawthray, ha ammesso che dovranno lavorare parecchio sulla mentalità degli anziani, cresciuti con una dieta a base di carne e restii al cambiamento.

Dato il grande numero di persone che nutriamo ogni giorno, possiamo essere parte attiva nell’orientare la dieta della nazione. Io non voglio essere ricordato come un esempio della generazione che avrebbe potuto agire, ma non ha fatto nulla.

Il direttore del Public Sector Catering, Andy Jones

Le aziende di ristorazione collettiva hanno una responsabilità enorme perché si occupano di milioni di pasti al giorno: è il momento di decidere se far parte del problema o della soluzione.

Noi lavoriamo con le mense per facilitare l’introduzione di nuove ricette a base vegetale, anche attraverso la formazione degli chef.

Come ci insegna la storica decisione del Regno Unito, meglio iniziare subito.