La mensa di Alfaparf cambia volto: sostenibilità e salute con la ricetta MenoPerPiù

La multinazionale italiana di prodotti cosmetici ha deciso di investire concretamente nella sostenibilità ambientale e nel benessere degli oltre 400 dipendenti della sede bergamasca aderendo al programma MenoPerPiù.

La missione, ambiziosa, era trasformare il 50% delle proposte del menù in piatti sani e sostenibili: e a partire dall’11 ottobre, i lavoratori e le lavoratrici troveranno ogni giorno un primo, un secondo e due contorni preparati interamente con ingredienti vegetali, di stagione e a basso impatto ambientale. Un grandissimo risultato perfettamente calato nelle urgenze di questo autunno caldo di politiche climatiche e alimentari.

Pensa più, mensa più

L’azienda aveva annunciato nel Bilancio di Sostenibilità 2020 la volontà di dedicarsi maggiormente alla salute dei dipendenti, e quale modo migliore di farlo se non attraverso la pausa pranzo?

Alfaparf ha aderito al nostro programma con un entusiasmo travolgente e, insieme, abbiamo realizzato un percorso di formazione coinvolgendo tutti gli stakeholder, consapevoli che un cambiamento del genere vada affrontato passo per passo.

Dal lato del ristorante aziendale, abbiamo formato il personale di cucina sia dal punto di vista teorico che pratico, fornendo un menù alternativo di quattro settimane comprensivo di ricette, procedimenti e proiezioni sul food cost.

Dal lato dell’impresa, abbiamo lavorato molto sulla sensibilizzazione e sull’educazione alimentare dei collaboratori, coinvolgendo i destinatari con survey, webinar, videopillole, infografiche e poster con focus diversi presenti in vari punti del luogo di lavoro.

Per concludere, abbiamo ideato un concorso finale per aumentare l’adesione al progetto e la scelta dei piatti sostenibili. Ai dipendenti è stata infatti fornita una tessera punti, per ogni pasto sostenibile si ottiene un timbro e ogni dieci timbri si imbuca la cartolina e si partecipa all’estrazione di un premio.

Il lancio del nuovo menù nella mensa aziendale di Alfaparf ha riscosso un immediato successo di pubblico: +50% di presenze nel giorno del test dei piatti con lo chef Emanuele Giorgione e tanta soddisfazione da parte di tutti, clienti e gestori.

Abbiamo voluto soffermarci su tutti gli aspetti positivi di un cambiamento: più gusto, più salute, più sostenibilità, più energia, più risparmio, più inclusione. Infatti, la mensa di oggi di Alfaparf accontenta tutti, dai tradizionali fan della cotoletta del giovedì a chi cerca un piatto più bilanciato e in linea con le raccomandazioni nutrizionali. Con un’attenzione in più: ogni giorno è presente un’opzione senza glutine.

La formazione pratica in cucina, con lo chef Emanuele Giorgione e Valentina Taglietti – © MenoPerPiù

Perché sceglierci come partner?

Ormai è assodato il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione delle principali patologie non trasmissibili: nello specifico, preferire cibo vegetale e integrale previene tumori, malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2, ma non solo.

I risultati di una meta-analisi su 32 studi prospettici e oltre 700 mila soggetti pubblicata nel 2020 sul British Medical Journal parlano chiaro. Ogni aumento del 3% dell’energia totale derivante da proteine vegetali si traduce in un rischio di mortalità ridotto del 5% – in sostanza, ogni volta che si sostituisce un alimento proteico di origine animale con uno vegetale, c’è solo da guadagnarci.

Il cibo giusto (sano, bilanciato e gustoso) è il più adatto a essere consumato in pausa pranzo, perché è più digeribile. Bisogna saperlo fare nel modo giusto, e noi abbiamo dalla nostra l’esperienza ultraventennale di Emanuele Giorgione, chef specializzato nella cucina wellness, oggi consulente e formatore per numerose aziende italiane e internazionali.

Emanuele Giorgione © MenoPerPiù

Il cibo nell’Agenda 2030

Per dirla semplice: ciò che fa bene a noi, fa bene anche all’ambiente. Abbiamo parlato più volte dell’impatto del settore alimentare sul pianeta e di quanto mangiare meno carne sia il mantra ripetuto, anno dopo anno, report dopo report, dalla comunità scientifica internazionale.

Perché gli esperti ci chiedono di ridurre il consumo di proteine animali? I benefici sono innumerevoli: viene richiesta meno terra, si inquina meno acqua, si producono meno gas serra e inquinanti ambientali, si disbosca di meno, si tutelano gli ecosistemi e si preserva la biodiversità, solo per dirne alcuni.

Si stima che se tutti gli italiani eliminassero un solo piatto di carne alla settimana, avremmo gli stessi benefici di tre milioni e mezzo di auto in meno sulle strade in un anno. Pensate se succedesse ogni giorno, sempre più spesso, e senza considerarlo un sacrificio perché l’alternativa è squisita!

La sfida del futuro è mettere in pratica queste raccomandazioni. Più azioni concrete e meno bla bla bla, per citare il celebre discorso di Greta Thunberg alla PreCOP di Milano.

MenoPerPiù è l’aiuto che mancava per farlo in azienda, in modo professionale e con un progetto testato sul campo, capace di accompagnare e coinvolgere i dipendenti in tante scelte positive. Se volete sapere come portare la sostenibilità nella vostra mensa, contattateci.

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Valentina Taglietti

Food policy manager

Laureata in Biologia applicata alle Scienze della Nutrizione, si occupa di divulgazione ed educazione alimentare. Coordina il progetto MenoPerPiù, nel quale gestisce i rapporti istituzionali e con le aziende, lo sviluppo dei progetti e la comunicazione digitale.