Adesioni record alla Green Food Week 2024

Si è conclusa la terza edizione della Green Food Week, l’iniziativa promossa dall’associazione Foodinsider per diffondere un’alimentazione a basso impatto ambientale nelle mense scolastiche, aziendali e universitarie. Il culmine della settimana è stato giovedì 8 febbraio, dove in centinaia di mense in tutta Italia sono stati serviti oltre 550mila pasti a base di legumi e verdure di stagione. 

Dopo i successi degli anni precedenti, quest’anno si sono registrati livelli di partecipazione da record. Sono infatti oltre 200 i Comuni che hanno aderito con le proprie mense scolastiche, a cui si sono aggiunti 20 enti per il diritto allo studio, per un totale di 33 atenei e oltre 70 mense universitarie

L’obiettivo era promuovere un cibo amico dell’ambiente: alimenti vegetali, quindi, dalla minore impronta carbonica e idrica, ma anche, se possibile, a filiera corta e biologici.

Gli alimenti vegetali hanno un’impronta carbonica sensibilmente inferiore rispetto a quelli di origine animale

Nelle mense universitarie aderenti da lunedì 5 a venerdì 9 febbraio sono stati proposti ogni giorno almeno un primo e un secondo green.

Giovedì 8 febbraio, poi, è stata proposta una giornata meatless, cioè senza carne e pesce, per dimostrare che un’alimentazione a minore impatto ambientale è possibile e sorprendentemente gustosa. 

La grande adesione di quest’anno è stata resa possibile anche grazie al supporto degli Enti per il Diritto allo Studio Universitario, della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile e di associazioni come AIABFirab, Ricibo e la rete Green School.

Un’Italia a tinta green

Alcune best practice dalle università 

Ricca la proposta dei menù in diverse mense universitarie partecipanti: dal risotto zucca e ceci, crostoni di polenta con cavolo nero e fagioli, gulasch vegetale con funghi e patate proposti negli atenei toscani, ai piatti della tradizione sarda con prodotti di filiera corta come la vellutata di patate e broccoli con pane carasau e la fregola con carciofi dell’Università di Cagliari, fino alla zuppa di lenticchie e miglio e il tofu con verdure e salsa di soia delle mense piemontesi

Interessante, inoltre, il calcolo dell’impronta carbonica dei piatti proposti durante la settimana green a Genova realizzata da un gruppo di ricerca dell’Università e con coordinata da RUS Cibo e RUS Cambiamenti Climatici. L’analisi LCA ha confermato che il menù green proposto ha consentito una riduzione media di circa il 40% della CO₂ equivalente rispetto al menù tradizionale.

Non solo. In alcuni casi, come per ER.GO, l’ente per il diritto allo studio della Regione Emilia Romagna responsabile delle mense universitarie di Parma, Modena, Bologna, Forlì e Cesena, la Green Food Week è servita da stimolo per convincerli a replicare la giornata senza carne nei prossimi mesi anche al di fuori dell’iniziativa. 

Non è tutto green quello che luccica

Stando a questi esempi sembrerebbe che la situazione delle mense universitarie italiane in fatto di offerta vegetale sia già molto avanzata. Eppure, come confermato dalla nostra recente indagine Ranking Mense per il Clima, in numerosi atenei c’è ancora molta strada da fare. 

La classifica e la localizzazione delle migliori mense universitarie in Italia – © MenoPerPiù

Appena 12 mense sulle 58 analizzate rientrano nelle fasce verdi relative alle categorie più virtuose, di cui una su due si trova in Toscana. I risultati nel resto d’Italia fanno riflettere. In media, oltre la metà delle mense (55% del totale) non contempla secondi a base di proteine vegetali nemmeno una volta alla settimana e il 77% delle realtà analizzate ha ancora molto lavoro da fare per promuovere un’alimentazione bilanciata a minore impatto ambientale.

Cereali, verdura e frutta sono – o dovrebbero essere – alla base di ogni pasto: quello che fa la differenza, in termini di impatto ambientale e di benefici sulla salute, è l’origine della fonte proteica. La soluzione raccomandata dalla comunità scientifica? Privilegiare le proteine vegetali, inserendo più legumi tra i secondi piatti – una scelta a beneficio di tutti.

Valentina Taglietti, food policy specialist di MenoPerPiù

Con un bacino di utenza di oltre 2 milioni di persone tra studenti, docenti, personale di ricerca, tecnico e amministrativo, le mense universitarie possono davvero fare la differenza per ridurre la pressione sugli ecosistemi e promuovere un’alimentazione più vegetale, salutare e veramente mediterranea. 

La Green Food Week 2024 è stata un importante banco di prova per le tante università aderenti. Nella speranza che sia solo l’inizio. 


Davide Zarri

Food Policy Officer

Laureato in Food System Management, con diversi anni di esperienza nel campo delle politiche alimentari urbane, gestisce le relazioni per il progetto MenoPerPiù e si occupa di sensibilizzazione e divulgazione sui temi dei sistemi alimentari sostenibili.